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Il trapizzino: metà pizza metà panino.

Voglia di pizza, ma senza il rischio di sporcarsi mangiandola. Voglia di un tramezzino ma che sia speciale?

A Roma Stefano Callegari ha osato e nel 2008 dopo anni di studio sullo street food e sulle tecniche di produzione della pizza, apre la prima sede di Trapizzino.

Da quel piccolo locale in Testaccio, cuore di Roma, Trapizzino è ormai diventato un franchising con oltre 10 punti vendita in città, un simbolo di come unendo attenzione verso il cliente a un’idea nuova che attinge dalla tradizione, si possa percorrere una strada che va verso il sicuro successo.

L’ormai famosa tasca di pizza bianca ripiena di ogni cibo possibile e immaginabile  è Eccellenza gastronomica da rimirare per il food design che ha reinventato il l’idea di consumo della pizza come street food effettivo (e ha guadagnato il titolo di migliore cibo da strada italiano assegnato da Street Food Heroes).

 

L’apertura di una catena di negozi non deve però indurre a credere che si andrà incontro ad un calo della qualità, punto cardine su cui il patron non transige. Ogni punto vendita sarà libero di scegliere arredi e menù. In ogni cucina verranno preparati i trapizzini, senza preparati o basi pronte, ma con la lunga lievitazione naturale cui il cliente è abituato. Unica indulgenza la possibilità di creare dei laboratori in prossimità delle nuove aperture, dove poter creare le preparazioni .

 

Un servizio in crescita dunque, senza però tradire i principi alla base dell’idea vincente nata ormai quasi 10 anni fa. La vera ricetta speciale di questo successo.